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Mantra Productions ·

Quanto costa un video aziendale in Italia (e perché nessuno pubblica un listino)

Due preventivi per lo stesso video possono non avere niente in comune. Ecco come leggerli, e quale voce del conto oggi conta davvero.

In breve

  • In Italia non esiste un listino ufficiale per i video aziendali: il prezzo si forma su giornate di riprese, persone in scena, montaggio e diritti d'uso, e le medie online mescolano lavori che non si possono confrontare.
  • Le voci che fanno salire il conto sono le meno visibili: la preparazione prima delle riprese, i volti (il contratto degli attori del cinema e dell'audiovisivo parte da 325 euro per giornata di posa), la musica con licenza per la pubblicità e il drone con pilota abilitato ENAC.
  • Con il modello di intelligenza artificiale Veo 3.1 di Google un minuto di video in alta definizione con audio costa 24 dollari: secondo la nostra lettura il prezzo delle immagini sta scendendo verso zero, mentre resta caro decidere che cosa mostrare.

L'8 settembre 2026, sulla pagina di ProntoPro dedicata ai videomaker di Milano, compare una richiesta per riprendere una coppia nella zona di CityLife, con un importo indicato tra 150 e 500 euro. Qualche riga sotto ce n'è una di aprile: un video in memoria di una persona, fatto di fotografie e musica di sottofondo, tra 100 e 200 euro. Sopra entrambe, la fascia di prezzo media che il sito calcola per la categoria: da 30 a 1.200 euro.

Chi cerca «quanto costa un video aziendale» finisce spesso su pagine come questa, e ne esce con un numero che non vuol dire niente. Il problema non è il sito: è che sotto la parola «video» stanno lavori che non hanno nulla in comune.

Esiste un prezzo medio per un video aziendale?

No, e diffidare di chi lo dà senza chiedere niente è già un buon criterio. In Italia non c'è un listino ufficiale né un tariffario di categoria per i video aziendali. Le cifre che girano online vengono da piattaforme che raccolgono richieste di ogni tipo, oppure da aziende che vendono strumenti per fare video da soli e hanno interesse a mostrare quanto costa il contrario.

Il mercato intanto cresce. Secondo l'Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano, nel 2026 la pubblicità online in Italia dovrebbe arrivare a circa 7 miliardi di euro, e i formati video ne varranno il 41%. Più aziende chiedono video, più i preventivi si allargano: dal ragazzo con una camera sola alla casa di produzione con trenta persone sul set.

Il modo serio di rispondere alla domanda è smontare il prezzo nelle sue voci.

Da cosa dipende il prezzo di un video aziendale?

Le voci sono quasi sempre le stesse, cambia il peso di ciascuna.

La preparazione. Scrivere che cosa dirà il video, scegliere i luoghi, decidere le inquadrature, organizzare la giornata. È la parte che il cliente vede meno e quella che decide di più: una giornata di riprese senza preparazione si paga uguale e porta a casa la metà.

Le giornate di riprese. Il conto si fa a giornate, e ogni giornata si moltiplica per le persone presenti: chi riprende, chi cura la luce, chi registra l'audio, chi coordina. Un video di presentazione girato in un capannone con una persona sola costa una frazione di uno girato in tre sedi con una squadra di cinque.

Le persone davanti alla camera. Un dipendente che parla del proprio lavoro di solito non ha un compenso a parte. Un attore sì. Come ordine di grandezza, il contratto nazionale degli attori del cinema e dell'audiovisivo, in vigore dal 1° marzo 2024, fissa un minimo di 325 euro per giornata di posa e 1.100 euro per un protagonista. Non è detto che sia il contratto applicato a uno spot, ma dà l'idea di quanto pesa un volto professionale.

Il montaggio e la grafica. Montare, correggere il colore, mettere i sottotitoli, aggiungere scritte animate. Qui il prezzo cresce con il numero di versioni: un video orizzontale per il sito, uno verticale per i social, uno corto da 15 secondi per la pubblicità sono tre lavori, anche se le riprese sono le stesse.

I diritti. Musica, immagini di repertorio, volti: ognuno ha una licenza che dice dove e per quanto tempo si può usare il video. È la voce che più spesso manca nei preventivi bassi.

Quali costi nascosti ci sono in un preventivo video?

Quelli che emergono dopo, quando il video è già finito e lo si vuole usare in un modo non previsto.

La musica è l'esempio più comune. Le librerie musicali vendono abbonamenti diversi a seconda dell'uso: su Epidemic Sound, per esempio, solo i piani Pro ed Enterprise coprono le campagne pubblicitarie. Se il video finisce in una sponsorizzata, quindi, l'abbonamento giusto è uno di questi due. Lo stesso ragionamento vale per un attore pagato per il sito e poi messo in una pubblicità televisiva.

Poi c'è il drone. Le riprese dall'alto sono diventate una richiesta quasi automatica, ma chi pilota deve avere gli attestati ENAC adatti al tipo di volo. Uno di questi, l'attestato A2, si ottiene dopo l'attestato base A1/A3, un addestramento pratico e un esame con un diritto fisso di 31 euro. In un preventivo vale la pena chiedere chi pilota e con quale attestato: se la voce «drone» costa molto meno delle altre, spesso è lì che manca qualcosa.

Infine le revisioni. «Due giri di correzioni inclusi» e «correzioni illimitate» sono due prezzi diversi, anche se il numero in fondo è lo stesso.

L'intelligenza artificiale fa scendere il prezzo?

Fa scendere quello delle immagini. Con la versione standard di Veo 3.1, il modello di Google per generare video, un secondo in alta definizione con audio costa 0,40 dollari a prezzo di listino, quindi 24 dollari al minuto. Con la versione Lite si scende a 0,08 dollari al secondo, meno di 5 dollari al minuto.

La lettura che ne diamo in Project Mantra è che questo sposti il valore, più che azzerarlo. Quando produrre immagini costa quasi niente, chiunque può riempire un minuto di inquadrature belle, e infatti molti video aziendali cominciano ad assomigliarsi: il drone sopra lo stabilimento, le mani che lavorano al rallentatore, la voce che parla di passione e qualità. Quello che resta caro è decidere che cosa mostrare perché il cliente capisca una cosa che il concorrente non gli ha mai fatto capire.

È lo stesso problema che descriviamo nella guida al Category Design: se un'azienda si presenta con le parole e le immagini di tutto il suo settore, il cliente la confronta con le altre sul prezzo. Un video che potrebbe firmare il primo concorrente, a qualsiasi costo, è un video che rafforza la categoria sbagliata.

Come si confrontano due preventivi per un video aziendale?

Mandando a tutti la stessa richiesta scritta, e chiedendo che il prezzo sia diviso per voci. Una richiesta utile dice almeno che cosa deve ottenere il video, dove verrà usato (sito, social, fiere, pubblicità, televisione), per quanto tempo, in quanti formati e chi ci compare.

Con le voci separate i preventivi diventano leggibili. Se uno costa la metà dell'altro, di solito si trova subito dove: una giornata di riprese in meno, nessuno per l'audio, musica senza licenza per la pubblicità, una sola versione al posto di tre. A volte il taglio va bene, a volte no, ma è una scelta fatta sapendo cosa si toglie.

L'ultima domanda da fare è chi ha scritto che cosa dirà il video. In molti preventivi la riga non c'è, o è un'ora di riunione. Al prezzo di listino di Google, 24 dollari pagano un minuto di immagini in alta definizione. Nessuno di quei 24 dollari paga la decisione su che cosa metterci dentro.

Domande frequenti

Quanto costa in media un video aziendale in Italia?

Non esiste una media affidabile. Su ProntoPro la fascia indicata per i videomaker a Milano va da 30 a 1.200 euro, ma dentro ci sono anche video di compleanno e montaggi di foto; un video di presentazione con troupe, volti e diritti d'uso si valuta voce per voce.

Quanto costa un attore per un video aziendale?

Dipende dal contratto e dall'uso del video. Come ordine di grandezza, il contratto nazionale degli attori del cinema e dell'audiovisivo, in vigore dal 1° marzo 2024, fissa un minimo di 325 euro per giornata di posa e 1.100 euro per i protagonisti.

Serve un permesso per usare il drone in un video aziendale?

Sì, chi pilota deve avere gli attestati rilasciati dall'ENAC per la categoria di volo prevista; uno di questi, l'attestato A2, si ottiene dopo l'attestato base A1/A3 e richiede un esame con un diritto fisso di 31 euro. Nel preventivo conviene chiedere chi pilota e con quale attestato.

Un video fatto con l'intelligenza artificiale costa meno?

Le immagini sì: con Veo 3.1 di Google un secondo di video in alta definizione con audio costa 0,40 dollari, nella versione Lite 0,08. Resta da pagare il lavoro che decide cosa far vedere e perché, che è la parte che distingue un video da un altro.

Fonti

  1. ProntoPro, Milano Videomaker: costi e prezzi 2026
  2. Affaritaliani, Internet advertising a quota 7 miliardi: dati dell'Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano (11 giugno 2026)
  3. FiscoeTasse, Nuovo CCNL attori e interpreti in vigore dal 1° marzo 2024
  4. ENAC, Come si diventa pilota UAS (drone) OPEN A2
  5. Epidemic Sound, piani e licenze
  6. Google, prezzi della Gemini API (modelli Veo 3.1)

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